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Psicologia e alimentazione degli Spaniel da lavoro
I nostri Spaniels, oltre ad essere esibiti alle mostre, svolgono un ruolo fondamentale nel settore venatorio e quindi, è nostro dovere interessarci oltre che sotto il profilo agonistico anche per quanto riguarda il settore della medicina sportiva vera e propria. Dobbiamo innanzitutto focalizzare alcuni parametri che tipizzano al meglio la performance sportiva: 1. Fattori morfologici (potenziale genetico - conformazione anatomica in generale ed in particolare delle vie respiratorie); 2. Fattori fisiologici (produzione d’energia e sua distribuzione); 3. Fattori alimentari (digeribilità - composizione della razione - natura delle materie prime - appetibilità - livello energetico prodotto); 4. Fattori psicologici (motivazione - resistenza allo sforzo - resistenza ai fattori climatici - attitudine personale); 5. Fattori esterni (ambiente - fattori climatici - sistema d’allenamento singolo o a gruppo). Fatta questa doverosa presentazione, dobbiamo studiare da un punto di vista fisiologico il gesto atletico e considerare l’aspetto energetico dello sforzo e l’adattamento cardio-respiratorio per utilizzare al meglio l’energia prodotta. Andiamo ora ad analizzare le varie situazioni che si vengono a creare.
Aspetto energetico dello sforzoIl cane, quando esprime un gesto atletico, compie uno sforzo muscolare e questa contrazione muscolare richiede energia. Tale “carburante” è rilasciato in modo diverso secondo la durata e tipo di lavoro che il soggetto compie. Conosciamo tre vie fondamentali che non sempre interessano i nostri soggetti ma che è doveroso menzionare: 1. Via anaerobica alattica; 2. Via anaerobica lattica; 3. Via aerobica. Le prime due vie interessano altre razze (cani da presa, coursing, ecc.), la terza via è quella che c’interessa in modo particolare e andiamo a focalizzare. Il nostro amico, su comando del conduttore comincia a “masticare terreno” alla ricerca del selvatico. Tale sforzo che si propaga per parecchi minuti, richiede una costante fornitura d’energia in modo tale che il soggetto non vada incontro ad ipossia e che volgarmente parlando “non abbia più benzina”. Per far sì che il soggetto sia sempre tonico, l’organismo deve assicurarsi un’altra fonte d’energia e in particolar modo quella proveniente dall’ossidazione degli acidi grassi. Enunciato in modo succinto questo è ciò che viene a creare. Andiamo ora ad analizzare cosa occorre al cane sportivo per ottimizzare al meglio la sua performance. Prenderemo in esame due paragrafi importanti come l’alimentazione e l’eventuale integrazione farmacologica che possono essere necessarie per sopperire alle perdite che abbiamo con il gesto atletico.
AlimentazioneUna corretta alimentazione bilanciata, sia nelle componenti nutrizionali che nel numero dei ripassi, permette che eventuali manifestazioni indesiderate possano presentarsi con minor frequenza o essere del tutto assenti. Per ottemperare a ciò il cibo dovrà avere delle caratteristiche ben precise: - Fornire nutrimenti che apportino energia necessaria, facilmente assimilabile e convertibile; - Fornire un bolo alimentare che non vada ad affaticare stomaco e intestino; - Mantenere un grado d’idratazione ottimale in mancanza d’acqua durante l’acme agonistico; - Tamponare le acidosi metaboliche come sopra riferito. Zuccheri e grassi sono la fonte principale per i muscoli, essi variano come importanza secondo le vie metaboliche sopra riportate. In entrambi i casi zuccheri a catena breve o grassi d’origine carnea sono quelli maggiormente e facilmente assimilabili. Particolare attenzione va posto negli aminoacidi a catena ramificata (vanno di solito integrati nella dieta perché non presenti nelle normali diete commerciali o casalinghe) i quali, hanno la funzione di detossificare l’animale e, intervenendo nei processi d’inibizione della produzione della serotonina, favoriscono di conseguenza una marcata performance sportiva. Come abbiamo sopra ricordato, la consistenza e la formulazione dei cibi non è da sottovalutare. Stress psichico, sforzo fisico, impossibilità di abbeverarsi comportano delle variazioni del transito gastrointestinale che possono variare dall’emissione di feci molli al vomito fino ad eventi traumatici come la torsione gastrica. Cibi farinosi, estrusi con abbondante contenuto di farine carnee possono portare a questo con più facilità.
Aiuto farmacologico È estremamente importante che il cane che vuole praticare attività sportiva sia visitato dal suo Medico Veterinario di fiducia per farsi rilasciare “Il certificato di Buona Salute”. Senza suscitare ilarità, è la regola numero uno!!! Apparato muscolo-scheletrico – apparato cardiocircolatorio, dovranno superare l’Esame Obiettivo Particolare. Una volta ottenuto tale abilità dovremo sapere che aiuti farmacologici possono essere applicati, sia durante il periodo allenamento-competizione sia nel periodo di defaticamento. Aiuti possono essere la carnitina e la taurina, somministrate singolarmente o associate per favorire i processi metabolici e soprattutto come coadiuvanti del sistema cardiocircolatorio (cani di media-grossa mole vanno incontro a deficit di taurina con conseguenti ripercussioni sul cuore). Altrettanto importanti risultano le integrazioni di vitamine e oligoelementi (tali prodotti li possiamo trovare in preparati a livello commerciale da miscelare con il cibo o disciogliere nell’acqua d’abbeverata). Altra importanza hanno gli Acidi Grassi Insaturi (Omega 3 e Omega 6) nel prevenire disturbi cardiaci e infiammatori. Per quanto riguarda l’apparato locomotore importanti sono il Metilsulfonylmetano (MSM) e i glicosaminoglicani e condroitinsolfato come protettivi delle cartilagini specialmente per cani che fanno attività gravanti la colonna vertebrale sia a livello cervicale sia a livello lombo-sacrale compresa l’articolazione dell’anca. Concludendo, viste le notevoli capacità conoscitive che oggi possiamo avere di un cane, coadiuvati da quanto sopra esposto, possiamo oggi interpretare il gesto venatorio come un’attività sportiva vera e propria e ottimizzare al massimo tale evento.
Dott. Paolo Calva
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